Secondo la Bibbia, il popolo d’Israele letterale, carnale, di oggi non è più il popolo scelto in modo esclusivo da Dio. Al contrario, il vero popolo di Dio è quello che costituisce l’Israele spirituale, formato da persone che sono “ebrei nell’intimo”, indipendentemente dalla loro nazionalità naturale.
Perché Israele naturale è stato ripudiato
La nazione di Israele naturale era stata inizialmente scelta da Geova per essere un popolo speciale, santo e un tipico governo teocratico. Tuttavia, dopo secoli di favore, essi divennero ribelli e caddero preda delle tradizioni umane, o “rabinismo”. Questo li portò infine a un conflitto diretto con Gesù Cristo. Poiché respinsero apertamente il Messia, la sua verità e il suo regno, e chiesero addirittura la sua crocifissione, Geova li ripudiò come suo popolo. A seguito di questo rifiuto, il loro tempio e la loro capitale, Gerusalemme, furono distrutti dai Romani nell’anno 70 d.C., lasciandoli senza tempio, senza sacerdoti e senza sacrifici accettabili. Mentre un piccolo residuo di ebrei fedeli ha accettato Cristo, il resto della nazione “è diventato insensibile e cieco”.
Chi è il vero popolo di Dio?
La Bibbia ci insegna che “non è giudeo chi lo è all’esterno… Ma è giudeo chi lo è all’interno”. Un vero giudeo è definito come qualcuno che ha la fede di Abramo ed è pienamente dedicato al servizio e alla lode di Geova. Quando la nazione naturale fu respinta, Dio rivolse la sua attenzione alle nazioni pagane per scegliere un “popolo per il suo nome”. I credenti di tutte le nazioni, insieme al residuo ebraico fedele, furono portati in un nuovo patto mediato da Gesù Cristo. Essi sono stati unti con lo Spirito di Dio per diventare «israeliti spirituali», costituendo il vero «regno di sacerdoti» di Dio e una «nazione santa». Di conseguenza, le promesse di Dio riguardo alla restaurazione e alla grazia si applicano a questo «Israele di Dio», piuttosto che a una nazione carnale.
Cosa succede con il ritorno in Palestina?
Molti ebrei ortodossi e religiosi credono che il movimento sionista moderno per fondare uno Stato ebraico in Palestina sia l’adempimento diretto delle profezie bibliche. Le Scritture mostrano però che gli ebrei naturali non saranno mai più un popolo eletto e riunito. Le profezie relative al loro raduno in sicurezza nel loro luogo d’origine hanno avuto un adempimento parziale quando un residuo di ebrei tornò dalla cattività babilonese nel 537 a.E.V., ma l’adempimento principale e completo si applica agli israeliti spirituali. Questi israeliti spirituali sono radunati da questo “mondo babilonese” nella condizione terrena del favore di Geova, come suoi testimoni e ambasciatori. Pertanto, il raduno moderno degli ebrei in Palestina è un movimento politico e umanitario, non un adempimento della profezia divina.
Cosa ci insegna la Bibbia per i nostri giorni
La Bibbia ci insegna che l’antica Legge mosaica, con le sue prescrizioni relative alle feste, ai sabati e ai rituali, è stata annullata e «inchiodata alla croce» (o al palo della tortura) da Dio. Queste cose erano solo «un’ombra di ciò che doveva venire; la realtà si trova in Cristo».
Oggi, l’unica speranza per gli ebrei di sangue — e per tutti gli uomini — è quella di rinunciare alle tradizioni religiose e ai movimenti politici creati dall’uomo ed esercitare la fede di Abramo accettando il Messia di Geova, Gesù Cristo. Mettendosi sotto la protezione del regno stabilito da Dio, le persone di tutte le nazioni possono diventare parte del vero popolo di Dio e ottenere la vita eterna.